Fonte: La Repubblica
Cambia il modo di comunicare tra i giovani anche all'interno delle stesse università: la vita sociale ruota intorna al web Usa, se nei campus un nuovo amico lo trovi più spesso su internet di Agnese Ananasso
Conoscere nuovi amici o l'anima gemella? Basta un click per gli studenti americani. Non si tratta di pigrizia perché spesso si preferisce navigare anche in locali pubblici attrezzati per il Wi-fi.
Secondo il National Center for Educational Statistics, negli Stati Uniti ci sono più di 15 milioni di studenti nei college e coprono una grossa fetta del mercato dei navigatori on line, sia in termini numerici che di giro di affari. Nel 2005 hanno speso più di 231 miliardi di dollari in connessioni, il 10,8 per cento in più rispetto al 2003 (dati Alloy Media+Marketing e Harris Interactive).
Come si spiega che i giovani preferiscono incontrarsi e parlarsi in siti come MySpace.com e Facebook.com piuttosto che alle feste? Debra Aho Williamson, l'analista di e-Marketer che ha condotto l'indagine 'College Students Online: Social Networks and the Net Generation' afferma: "La Net Generation, Generation@ o i Digital Natives, quelli che in pratica sono gli adolescenti di oggi, è cresciuta con la tecnologia. Quelli che hanno compiuto 18 anni nel 2005 usavano già Netscape a scuola e hanno cominciato a studiare negli anni 90 quando già il fenomeno Web era esploso.
Tuttavia circa un terzo degli studenti che sono coinvolti nel fenomeno stay-on hanno più di 25 anni e frequentano l'università. Questo si spiega con una sorta di contagio provocato dall'ambiente educativo, di qualsiasi livello sia. E' come se la tecnologia consenta di superare i limiti di età e coinvolga anche gli studenti più grandi nell'interazione e nella comunicazione, più di qualsiasi altra generazione precedente". Siti come MySpace, Facebook, XuQa e ConnectU permettono di creare uno spazio personale, di inserire dei link alle pagine degli amici, trovarne di nuovi con gli stessi interessi, pubblicare o inviare foto personali e messaggi. All'interno dei campus universitari addirittura si è creato un vero e proprio stile di vita attorno al quale ruota l'intera socialità dei ragazzi. Non farne parte vuol dire essere tagliato fuori anche dalla vita reale, non solo da quella virtuale, della routine scolastica.
Attraverso le interviste, gli analisti di e-Marketer hanno cercato di costruire una mappa di caratteri di questa Net Generation e il ritratto finale dello studente è sicuramente positivo. Collaborativo, orientato al gruppo sia nel contesto scolastico che extra-scolastico, reale o virtuale non ha importanza.
Abile nell'usare più piattaforme e più modi di comunicazione, crede nel diritto di esprimere le proprie idee e nella libertà che la rete da, ma sa anche che l'ambiente virtuale non è poi così sicuro come appare. Anche il contesto in cui i giovani vivono e studiano facilita lo sviluppo di queste abitudini, infatti molti campus statunitensi sono già dotati di reti Wi-fi per consentire agli studenti di connettersi a internet anche quando sono in sala lettura o nelle club house per le riunioni. Oggi quasi il 29 per cento dei campus universitari ha una rete wireless, nel 2000 erano solo il 3,8 per cento. Cresce anche il numero di servizi collegati, come l'Instant messaging e lo shopping on line, che sembrano avere un particolare appeal sui giovani americani. "Anche se il social networking è un fenomeno che si sta allargando a macchia d'olio nasconde ancora molte insidie, soprattutto sul fronte dell'advertising" avverte la Williamson. "Devono ancora essere migliorate le applicazioni per la tutela della privacy e della sicurezza on line, altrimenti si corre il rischio di provocare una rottura proprio con quelli che sono gli utenti più accaniti ma anche i più attenti e critici, gli studenti appunto".
(20 febbraio 2006)
