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Gli sms fanno male ai ragazzi? Falso, sviluppano la creativita'

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Fonte: La Repubblica
Rumore a Londra per i risultati di uno studio della Società britannica di psicologia. Le comunicazioni con telefonini e email non erodono il linguaggio


di Enrico Franceschini

LONDRA - I messaggini telefonici non fanno male alla grammatica dei nostri bambini: anzi, sono anch'essi un sistema per imparare a scrivere e ad esprimere la propria creatività. E' questo il sorprendente risultato di uno studio compiuto nel Regno Unito e presentato nei giorni scorsi al congresso della British Psychological Society a Londra.
Il linguaggio usato dagli adolescenti per scrivere gli "sms", pieno di abbreviazioni, numeri, parole deformate o gergali, spesso del tutto privo di punteggiatura e irrispettoso delle regole grammaticali, può "aiutare a migliorare le capacità letterarie" dei giovanissimi, afferma la ricerca: anziché erodere il loro linguaggio, rendendolo più primitivo e scorretto, l'abitudine a scrivere messaggini può "aumentare la consapevolezza fonetica e la creatività linguistica" dei ragazzi.
E' una tesi che contraddice i diffusi timori secondo cui l'inveterato uso degli sms - e per analogia delle email - ha creato una nuova lingua in particolare tra i giovani, limitando la loro capacità di comunicare in modo fluente, ricco e completo. Lo studio, di cui riferiva ieri il Times, è stato condotto da Bev Plaster, uno psicologo della Coventry University, su due gruppi di bambini di undici anni: il primo composto da ragazzi che hanno il telefonino e scrivono messaggini; il secondo gruppo composto da undicenni che non scrivono "sms". Ebbene il professor Plaster ha scoperto che esiste un rapporto diretto tra "text English", l'inglese dei messaggini, e l'inglese che si studia sui banchi di scuola: chi scrive "sms" frequenti e sofisticati è solitamente bravo anche a scrivere temi, riassunti e ricerche a scuola.
"Non ho riscontrato alcun legame tra l'uso a scrivere messaggini e una scarsa capacità scolastica in inglese", afferma lo psicologo. "Al contrario, i ragazzi più bravi a scrivere messaggini erano anche i più bravi nello spelling, nella punteggiatura e nei temi a scuola". Se talvolta uno scolaro infila il linguaggio abbrevviato dei messaggini in una composizione scolastica, conclude lo studioso, è più probabile che lo faccia come forma di protesta o per esprimere una mancanza di rispetto verso gli insegnanti o il compito in classe, che per lacune grammaticali. Generalmente, i ragazzi d'oggi sanno quando si deve usare la lingua scolastica e quando quella dei messaggini, e se le confondono è perché lo fanno apposta, non perché stanno disimparando il primo tipo di linguaggio a vantaggio del secondo.
La ricerca interviene su un argomento di ampio dibattito, in Gran Bretagna e altrove: è lecito che i giovanissimi abbiano il telefonino? I messaggini sono diseducativi? Le risposte fornite dal professor Plaster appaiono consolanti per genitori e insegnanti, visto che il fenomeno ha ormai assunti proporzioni di massa: si calcola che nove milioni di bambini britannici al di sotto dei 15 anni di età possiedano un telefonino, e l'età media in cui viene loro comprato per la prima volta il cellulare è scesa di recente a 8 anni. Un milione di bambini britannici frai 5 e i 9 anni ne hanno uno.
(9 settembre 2006)

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