Fonte: COSPE Media & Multiculturalità - www.mmc2000.net e
Mediam'Rad - www.mediamrad.it
I fatti di Erba e la loro eco emotiva, giudiziaria e mediatica hanno scatenato un dibattito sul modo in cui i mezzi di comunicazione hanno trattato la questione che ha visto alternarsi vari protagonisti.
Il ministro Ferrero è intervenuto su Liberazione con una decisa presa di posizione; alcuni operatori dei media hanno fatto autocritica; l'UNHCR ha fatto circolare un comunicato sulla necessità di una carta deontologica che dovrebbe disciplinare l'operato dei giornalisti sui temi immigrazione e rifugiati.
Anche l'Arci ha espresso interesse per questa modalità di intervento preannunciando iniziative in concomitanza con la giornata del 21 marzo.
Dopo un primo incontro esplorativo che ha avuto luogo lo scorso 25 gennaio presso la sede della FNSI, giovedì 1° febbraio si è costituito il Comitato scientifico che dovrà stilare la Carta dei doveri per i media a tutela degli immigrati e dei rifugiati.
Il Comitato è composto da esponenti dell'Unhcr, dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazione del Ministero delle Pari opportunità, del Comitato contro la Discriminazione e l'Antisemitismo del Ministero dellInterno, del Ministero della solidarietà sociale, dell'Università Roma Tre, dell' Ordine Nazionale dei Giornalisti, della Stampa Estera, della Fnsi e da giornalisti di varie testate esperti del settore.
A breve il Comitato scientifico si riunirà nuovamente per valutare una prima bozza di Carta dei doveri per i media che sarà sottoposta, in una fase successiva, all'attenzione delle associazioni che da anni si occupano di immigrazione e tutela dei rifugiati e del mondo del lavoro.
In questo contesto è significativa la presa di posizione dei giornalisti immigrati e degli operatori dei media multiculturali. Nel documento i membri della Piattaforma nazionale dei media multiculturali rivendicano sin da subito un ruolo attivo nel processo in corso affinché si mettano in campo dall'inizio strategie condivise che capitalizzino competenze e professionalità che in Italia esistono e da cui non si può prescindere per elaborare pratiche e strumenti di azione realmente efficaci.
Un ulteriore contributo al dibattito viene da COSPE, associazione da tempo impegnata sul tema 'media e immigrazione', che ha presentato proposte puntuali perché la nuova Carta deontologica sia reale strumento di lavoro per i giornalisti. Inoltre, considerando che l'attuale dibattito sulla rappresentazione mediatica di immigrati e rifugiati si svolge in concomitanza con la discussione sul nuovo contratto di servizio e sulla riforma della RAI, il documento fornisce alcuni spunti per una politica di promozione della diversità culturale all'interno del servizio pubblico radiotelevisivo.
