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20 Marzo 2006
File sharing, spam, mms ed sms: aumentano per i minori le occasioni di esposizione ad immagini pedo-pornografiche e di adescamento
Pedo-pornografia su Internet: in aumento file sharing e spam
Sono state 3.106 le segnalazioni di materiale pedo-pornografico inviate a Stop-It fra il 2004 e il 2005 (da ottobre a settembre): il 66% di esse riguarda siti Internet (Url), il 20% spamming ed email non richieste, il 10% peer to peer, cioè lo scambio di materiale pedo-pornografico, il 2% chat, l'1% newsgroup.
Rispetto al 2003/2004 il numero complessivo di segnalazioni risulta in crescita del 10%. Per quanto riguarda invece le tendenze del fenomeno, il dato più significativo consiste nell'aumento esponenziale del file sharing, pari all' 85,4% in più nel 2005 rispetto all'anno precedente (306 le segnalazioni dell'ultimo anno di attività di Stop-It, contro 165 dell'anno precedente). Molto sensibile anche la crescita del numero di segnalazioni di email "indesiderate" contenenti materiale pedo-pornografico o con link a siti pedo-pornografici, quasi raddoppiate (+ 47,4% pari a 631 contro 428).
Sebbene dunque i siti pedo-pornografici continuino a costituire la maggioranza delle segnalazioni (2049) giunte a Stop-It, sembrano acquistare sempre maggiore rilievo canali alternativi di informazione e scambio di immagini a contenuto pedo-pornografico. Molti sforzi vanno dunque fatti nella direzione
di una maggiore sensibilizzazione degli utenti dei servizi di file sharing. Quanto al consistente numero di email indesiderate, si spiega con l'aggressività di alcuni spammer che ne inviano una grande quantità nella speranza di ottenere risposte positive. Inoltre l'email di spamming permette di celare il mittente rispetto ad un sito online, più visibile ed esposto alle attività investigative delle forze dell'ordine.
Dai dati fin qui esposti si conferma la crescente centralità di Internet come strumento fondamentale per la diffusione, lo scambio di materiale pedo-pornografico e l'adescamento delle giovani vittime. L'abbinamento poi di Internet al telefono cellulare, con la possibilità di invio di foto e messaggi di testo, amplia le occasioni di esposizione di un minore a materiale pedo-pornografico e di essere agganciato a scopo anche di abuso sessuale. Inoltre le nuove tecnologie offrono ulteriori e più sofisticati strumenti per altre forme di sfruttamento sessuale.
Le frontiere delle nuove tecnologie: oltre alla pedo-pornografia, anche la prostituzione minorile
Il ruolo della rete non si esaurisce infatti nel già vasto e grave fenomeno della pornografia minorile e dell'adescamento di minori a scopo di pedo-pornografia. Save the Children ha potuto raccogliere una serie di testimonianze sull'utilizzo di Internet come canale di adescamento e intermediazione anche nel fenomeno della prostituzione giovanile straniera. Le informazioni sono emerse nell'ambito del progetto "Orizzonti a colori" di Save the Children, per la prevenzione della devianza e il reinserimento sociale di minori stranieri sottoposti a procedimento penale nella città di Roma. Gli operatori di strada del progetto (un team che vede insieme personale di Save the Children e della Casa dei Diritti Sociali), hanno rilevato un mercato di prostituzione maschile e femminile che coinvolge anche ragazzi minorenni di origine rumena e in cui si ricorre al web come mezzo di pubblicità e intermediazione.
Il meccanismo del traffico funziona così. Una coppia di partner, maschio e femmina, dediti alla prostituzione di strada, decide di ampliare il proprio giro di affari. Utilizzando una webcam e un computer collegato con Internet riesce a contattare alcuni possibili clienti interessati alla fruizione di prestazioni sessuali. Dopo il primo contatto visivo via Internet, si organizza un appuntamento presso l'appartamento di residenza della coppia. In tempi successivi la coppia allarga il proprio business, cercando di agganciare e coinvolgere nel giro di prostituzione anche ragazzi e ragazze minorenni, segnalati spesso da amici o addirittura da familiari. In alcuni casi, il successo dell'iniziativa consente l'avvio di un meccanismo di migrazione a scopo sessuale. La coppia mette quindi a disposizione la strumentazione Internet e una stanza riservata, contando su una percentuale degli incassi.
Il fenomeno, molto più diffuso all'estero (per es. in Svizzera), desta preoccupazione perché fa sì che la prostituzione minorile sia sempre più sommersa, rendendo molto difficile una forma di intervento su questi giovani. Un allarme e una preoccupazione amplificati da recenti fatti di cronaca in cui dei minorenni sono stati adescati e richiesti di inviare foto a carattere erotico, tramite il cellulare. Siamo evidentemente in presenza di nuove frontiere dello sfruttamento sessuale dei minori e della pedo-pornografia online.
Il minore esposto a immagini pedo-pornografiche
I meccanismi dell'adescamento. Secondo una recente ricerca Eurispes, il 52% delle famiglie italiane possiede un computer e il 46% ha una connessione con Internet. Tra i "navigatori" in rete, l'8% è costituito da ragazzi con meno di 14 anni; il 62% di essi si collega da casa. E' importante tenere presente che non sono minori in balia della rete: in genere conoscono bene il mezzo dal punto di vista tecnico: chattano con il Pc dalla propria camera, conoscono e frequentano le communities, depositano i propri dati personali, spesso fotografie e sviluppano relazioni o di amicizia o anche flirt. Ciò che tuttavia può esporre il minore al rischio di incontri "pericolosi2, è l'essere sprovvisto di strumenti di conoscenza critica, essere fragile psicologicamente, non avere una supervisione degli adulti o non essere bene informato su come navigare al sicuro in Internet.
E' in questo contesto e, approfittando della fitta rete di scambi che il ragazzo o ragazza intrattiene con i suoi coetanei online, che può inserirsi l'abusante.
Nell'avvicinare un minore, il potenziale abusante si informa dove è situato il suo computer, se i genitori o i fratelli sono presenti e cerca di isolare il bambino dal resto delle relazioni, accreditandosi come un amico a cui confessare i propri sentimenti. Abusante e vittima cominciano a condividere interessi comuni come la musica, poi seguono dichiarazioni di affetto dell'adulto, lo scambio di fotografie innocue e la manipolazione psicologica diventa sempre più efficace. Quando l'adulto è certo di non correre il rischio di essere scoperto, inizia la fase dell'esclusività, che rende impenetrabile la relazione ad esterni. Qui può collocarsi l'invio/scambio di foto dal contenuto sessuale esplicito e la richiesta di incontro. Se durante l'incontro il minore si rifiuta di avere un rapporto sessuale, la minaccia di rendere pubbliche quelle stesse foto può diventare un efficace strumento di ricatto. In questa fase avanzata dell'adescamento (grooming) può entrare in gioco il cellulare, che consente al bambino di nascondersi dai genitori, fratelli o amici.
Gli effetti psicologici dell'esposizione a materiale pedo-pornografico
Cosa comporta in un bambino piccolo o in un adolescente il contatto con immagini pedo-pornografiche o con un pedofilo?
Le conseguenze variano in relazione alla natura delle immagini, al livello di perversione sotteso, alla frequenza e all'intensità dell'esposizione stessa e, ovviamente, all'età, alla fragilità psichica del minore e al suo contesto di riferimento. Le età più critiche in tal senso sono quella tra i 3-6 anni, quando il bambino non ha ancora interiorizzato un sistema normativo interno, e quella della pubertà (11-13 per le femmine) e (13-15 per i maschi); periodo in cui il giovane si ritrova un corpo e dei desideri nuovi che lo spingono in direzioni inesplorate. A quest'età, nei confronti di immagini e contenuti pedo-pornografici, può comparire, oltre alla curiosità, anche l'eccitazione fisica ed una certa tendenza a passare all'azione.
Esperienze con pedofili o il contatto con materiale pornografico agiscono sul confine tra fantasia e realtà, minandolo con forza: questo può generare disagio, angoscia, preoccupazione perché il bambino non è ancora pronto (da nessun punto di vista: cognitivo, fisico e affettivo) per sperimentare la sessualità adulta.
Quale prevenzione? Un vademecum per genitori ed educatori
Per aiutare il minore nella sua crescita psico-sessuale ed evitare che si imbatta in immagini pedo-pornografiche o entri in contatto con potenziali abusanti, il Terzo Rapporto di Stop-It contiene lo zoom monografico "Il minore esposto alla pedo-pornografia online" che offre alcuni consigli a genitori ed educatori. Tra i suggerimenti atti ad educare e prevenire: trasmettere i tabù sessuali (incesto, sessualità fra consanguinei) soprattutto grazie alla protezione dell'intimità della coppia genitoriale, senza per questo rendere tutta la sessualità un tabù; permettere al minore di esplorare le proprie sensazioni, di esprimere curiosità in materia sessuale e di porre domande; consentire le effusioni fra coetanei a patto che siano entrambi consenzienti e non ci sia differenza di età, come tra un bambino di 4-5 anni e un ragazzino di 11-12; far sì che le proibizioni siano sempre inferiori alle gratificazioni come, per esempio, dire alla propria figlia che non può sposare il papà ma che un giorno avrà un suo sposo o un suo fidanzatino; supportare il minore nell'utilizzo di Internet, assistendolo nella navigazione, non collocando il Pc nella stanza dei bambini, spiegando al bambino rischi e pregi della rete.
Cosa può fare invece l'adulto se il minore si imbatte in immagini pedo-pornografiche o entra in contatto con ipotetici abusanti? Fare domande per individuare il canale attraverso cui è avvenuta l'esposizione e interromperlo; spiegare al minore che i ragazzi o i bambini hanno i loro modi di esprimere e ricevere affetto, diversi da quelli visti su Internet e da quelli degli adulti; aiutare il bambino a raccontare cosa ha visto e provato; spiegare che nella sessualità a qualsiasi età, l'importante è il consenso reciproco e il rispetto della persona; spiegare che il sesso non è l'unico modo per esprimere affetto ma ci sono tanti altri gesti per volersi bene.
Identificazione delle vittime di pedo-pornografia, campagne di sensibilizzazione rivolte ai minori: le osservazioni e raccomandazioni di Save the Children
Secondo l'organizzazione internazionale si registra talvolta una sovrapposizione e confusione di competenze fra gli organismi e le istituzioni preposte al contrasto della pedo-pornografia e un ancora insufficiente impegno di risorse umane e finanziarie per l'identificazione e la riabilitazione dei minori vittime di pedo-pornografia online. Inoltre più sforzi andrebbero spesi in progetti di prevenzione, attraverso campagne di sensibilizzazione rivolte ai giovani utenti della rete.
Entrando nel merito di leggi, misure e azioni, Save the Children ha accolto come un passo avanti l'approvazione recente del disegno di legge 3503 contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedo-pornografia anche su internet. In particolare valuta positivamente l'istituzione del Centro Nazionale di contrasto alla pedo-pornografia su Internet e l'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e pornografia infantile, anche se le risorse previste per il loro pieno funzionamento non sembrano sufficienti, né è stata prevista la formazione di personale specializzato nell'identificazione delle vittime di pedo-pornografia.
La tutela dei minori oggetto di pedo-pornografia dovrebbe rappresentare l'obiettivo principale di ogni azione e misura. L'organizzazione auspica che, una volta individuate, abbiano accesso alla giustizia e ad un supporto terapeutico; che personale ad hoc della Polizia venga formato per la loro identificazione; che vengano attivate misure di prevenzione nei confronti degli stessi abusanti, spesso recidivi; che bambini e adolescenti ricevano adeguata informazione sui possibili rischi di Internet e possano accedere a percorsi di educazione sessuale e socioafettiva per esempio nelle scuole; che sia bloccato l'accesso a Internet in quei paesi dove la legislazione non contrasta la pedo-pornografia.
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