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La problematicità dello scrivere per l’infanzia tra l’esigenza della buona narrazione, i timori della famiglia e le richieste
del mercato.

Il livello di attenzione verso la scrittura per l’infanzia, sia essa teatrale, televisiva, narrativa, o figurativa, difficilmente è stato tanto alto come in questi ultimi anni; il numero crescente di mezzi di comunicazione, l’acquisto da parte delle televisioni private (soprattutto) di produzioni appartenenti a culture molto lontane dalla nostra come quella giapponese, la “scoperta” di quanto il pubblico infantile sia un ottimo target per il mercato, hanno creato le condizioni per la nascita di dubbi, perplessità e anche paure in chi è responsabile dell’educazione dei bambini, dai genitori agli insegnanti, agli educatori.

Allo scopo di tutelare i bambini dalla visione di immagini cruente, di storie violente, di scene a sfondo sessuale sono nate associazioni e gruppi di genitori, si sono formulati regolamenti, si è prodotta una censura…

Tutte queste attenzioni, però, non sembrano avere sempre un criterio psico-pedagogico che tenga conto del bambino, quello vero e non quello che spesso noi adulti pensiamo sia o debba essere un bambino. Non tengono conto nemmeno, molte volte, della qualità di una narrazione, qualità che non va intesa solo in senso ludico ma anche formativo ed educativo.

Il risultato sono quindi spesso storie povere da un punto di vista di contenuti, che hanno perso il ruolo del medium per la trasmissione di valori dall’adulto al bambino.

Di frequente questo avviene per attenzioni volte più al mercato che non al pubblico: realizzare un prodotto scevro di ogni problematicità garantisce l’acquisto da parte dei distributori di quel prodotto che non devono correre il rischio di vedersi accusati di qualcosa. Ciò ha portato al paradosso: le storie, tante, molte, forse troppe, non raccontano più nulla. Vaga la distinzione tra il bene e il male, assente la paura, smorzati i sentimenti, mortificata la fisicità.

E’ allo scopo di aprire un dialogo e un confronto tra le parti coinvolte nei processi di produzione che l'associazione culturale MediaEducation.bo e la Compagnia Teatro dell’Argine hanno organizzato una giornata in cui autori per il teatro, per la televisione, per il fumetto, per l’illustrazione ed esponenti dei gruppi di genitori hanno potuto incontrarsi per discutere e confrontarsi su questi temi insieme a pedagogisti ed esperti dello sviluppo infantile.

Gli atti del convegno sono disponibili in cd compatibile con Windows XP e Mac OS X.