La Compagnia del Teatro dell'Argine nasce col dichiarato intento di lavorare sulla drammaturgia contemporanea e di fare della propria sede un luogo stanziale dove creare e divulgare un progetto di teatro aperto a tutta la comunità. A partire dal 1998, questo intento trova la sua “casa” stabile nell’ITC Teatro di San Lazzaro.
Più che un progetto artistico legato solo ed esclusivamente alla produzione di spettacoli, quello della Compagnia del Teatro dell’Argine si presenta come un progetto culturale in senso lato, all’interno del quale vivono e interagiscono numerosi campi di attività che si rivolgono tanto agli artisti quanto agli spettatori, tanto agli adulti quanto ai bambini, tanto ai professionisti quanto ai principianti del teatro: accanto alla produzione di spettacoli la Compagnia dedica infatti importanti risorse al lavoro culturale sul territorio, che si esplica nei temi della formazione del pubblico, nella didattica teatrale per i giovani, i giovanissimi e per tutti coloro che vogliano avvicinarsi al teatro; nonché nell’organizzazione di sessioni di studio e ricerca che servano come approfondimento e perfezionamento per giovani professionisti del teatro, ma anche come fase preparatoria preliminare alla costruzione degli spettacolo e, talvolta, addirittura alla stesura dei testi.
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Il presupposto sul quale si costruisce l'intera attività, è che il teatro possa essere ancora un bisogno primario dell'uomo, al pari del cibo o dell'acqua. Il dialogo e la didattica rivolti ai giovani, ridisegnano quotidianamente una rotta, rinnovando motivazioni e significati profondi; la memoria del passato ed il senso del presente dirigono le scelte artistiche. La produzione degli spettacoli si nutre dello studio e dell’approfondimento  di temi che hanno lasciato segni forti o grossi interrogativi nell’immaginario collettivo. Si parla del disagio mentale nella pulizia etnica hitleriana nel Tiergartenstrasse 4, della ricerca scientifica ed i suoi limiti ne Il caso Di Bella, dell’emigrazione e dei minatori di Marcinelle in Italiani Cìncali!, delle nefaste conseguenze del ventennio fascista sulla Storia (quella con la “s” maiuscola) attraverso la narrazione della “piccola”, privata storia dell’editore Formiggini in Mamsér-Bastardo, della vita quotidiana nei territori occupati di Palestina ne Il sapore dell’acqua.
Per quanto attiene alla ricerca e alla produzione di spettacoli, l’attenzione della Compagnia si è incentrata sulla drammaturgia contemporanea italiana ed europea: sono stati messi in scena, tra gli altri, testi di Ariel Dorfman, Philip Ridley, Wallace Shawn, Gesine Danckwart; sono stati scritti ex novo testi pensati appositamente per progetti Teatro dell’Argine-ITC Teatro, e sono state realizzate riduzioni teatrali di grandi classici della letteratura italiana(Decameron di Giovanni Boccaccio, Operette morali di Giacomo Leopardi, Dialogo di Pietro Aretino, I promessi sposi di Alessandro Manzoni e le opere di Cesare Pavese); sono stati coinvolti scrittori italiani di fama riconosciuta quali Marcello Fois, Maria Pia Daniele e Gregorio Scalise, accanto a giovani e sconosciuti drammaturghi, sia interni sia esterni alla compagnia. Tutti i drammaturghi hanno lavorato a stretto contatto con i registi e con gli attori, secondo il modello europeo del dramaturg “a bordo palco”, per dare vita a spettacoli pensati e costruiti attorno a un luogo preciso, con e per persone precise, diretti, cioè, a un pubblico conosciuto e, per così dire, “fedele”.
Quest’esigenza di confronto costante con la drammaturgia contemporanea ha avuto il suo ultimo e forse più importante sbocco nell’organizzazione di co-produzioni internazionali, occasioni di incontro con culture e metodologie di lavoro nuove: la produzione italo-tedesca Pane Quotidiano con la regia di Claudia Hamm ed il successivo confronto con Steve Lambert che ha portato alla co-produzione italo-inglese con il Badac Theatre per The march/La marcia nascono proprio da qui.