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Uso corretto delle tecnologie: un nuovo fronte dell’educazione infantile

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di Giovanni Marcianò
(Dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore tecnica e professionale di Borgosesia (VC) e ricercatore presso l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica -ex IRRE- sede del Piemonte. Si occupa di applicazioni didattiche delle nuove tecnologie)

Fonte: Infanzia, n.3/2008, Gruppo Perdisa Editore

Il contesto istituzionale
Dieci anni fa, nel 1997, aveva fatto una certa sensazione che il PSTD (Piano per lo Sviluppo delle Tecnologie Didattiche 1997/2000) del Ministero della Pubblica Istruzione comprendesse le scuole dell’Infanzia tra le sedi in cui finalizzare i cospicui finanziamenti previsti.
Non era certo chiaro, a quel tempo, come potessero essere impiegati i computer nella scuola dell’Infanzia, ma certamente quello spunto ha permesso a non pochi insegnanti di iniziare a conoscere i prodotti  multimediali adeguati ai loro piccoli. Erano cd-rom con storie interattive e giochi spesso con i personaggi della letteratura per l’infanzia come protagonisti, con l’unico difetto dell’alto costo.
Comunque la nascita di “angoli computer” nelle sezioni di scuola dell’Infanzia non rappresenta più un’eccezione. Segnalo a titolo d’esempio i 188 Istituti italiani nelle cui scuole dell’Infanzia sono stati installati dalla Fondazione IBM apposite postazioni pensate per i bambini di questa età. Si tratta di un prodotto ben più importante del computer in sé, in quanto garantisce un accesso alla tecnologia a misura di bambino, socializzante e nel pieno rispetto della prevenzione da malaugurati incidenti. Un angolo-gioco della Fisher-Price che in Italia non è commercializzato.
L’impiego di computer ha così cominciato ad avere un senso, divenendo uno degli angoli della sezione, dove i bambini possono cimentarsi nell’uso dei programmi installati o con i cd-rom in dotazione. Ciò si è realizzato specialmente laddove si opera contesti di didattica attiva.
Vorrei evidenziare che, contrariamente a tanti timori dei primi anni di sperimentazione, il computer non ha esercitato un particolare  fascino per gli alunni di questa età, tale da rendere dominante l’attività nell’angolo multimediale rispetto alle altre a loro disposizione. Per cui le attività basate sull’impiego di tecnologie si integrano bene nel contesto dell’offerta didattica complessiva.
Sono passati alcuni anni e Internet ha superato in modo radicale il problema del costo dei cd-rom: il numero di siti adeguati ai bimbi, da usare facilmente e col vantaggio che italiani o stranieri comunque sono tutti senza testo, è decisamente alto. Per cui avere in sezione un computer connesso alla rete Internet apre l’accesso a un mondo ricco di proposte didattiche e ludiche.
Tuttavia resta il notevole problema, a tutti comprensibile, che l’accesso ai diversi siti e solo a quelli scelti dai docenti non è così semplice da realizzare. Non è cioè facile risolvere il problema dell’accesso sicuro, tale da consentire agli alunni l’autonomia operativa che invece l’impiego del computer non connesso permette.
Esiste, infine, un rilevante problema di cultura dell’ “uso corretto a  scuola delle tecnologie” in generale. È bene comprendere che l’enunciato appena espresso è riferito al mondo degli insegnanti, degli educatori e per nulla a quello dei tecnici e degli informatici. Infatti, il concetto di sicurezza e correttezza a scuola va declinato in termini di educazione e istruzione, ovvero di guida etica ai valori e di acquisizione di competenze tali da far crescere negli alunni una capacità d’uso delle tecnologie orientato a fini utili e piacevoli, coerenti con l’etica sociale comune.
Se una carenza  tutt’oggi permane nella scuola è sul fronte dell’educazione. E la cronaca evidenzia come l’istruzione senza educazione porti a usi scriteriati delle tecnologie. Quelle che indico qui a seguire sono piste di lavoro improntate proprio al potenziamento educativo, compito dell’insegnante di qualsiasi ordine e disciplina scolastica.
 
Il Veliero-Browser sicuro per la scuola
Il programma Il Veliero è nato per garantire l’accesso sicuro alla rete ai bambini a casa . E’ un browser che convive con altri sullo stesso computer e prevede quattro utenti: un amministratore e tre users. L’amministratore, registrandosi presso la software house in modo certo, attiva il servizio e il computer entra a far parte di una rete (extra-net) filtrata dal server della software house, che garantisce l’accesso a una lista di risorse sicure costantemente aggiornata; e solo a quelle.
Il Veliero è anche un browser per bambini con una vivace interfaccia colorata e icone facili da comprendere, inoltre sfrutta la tecnologia degli active agents per assistere e aiutare l’utente il quale, se chiede aiuto o per un po’ resta inattivo, vede apparire un personaggio animato che lo guida suggerendogli ulteriori possibilità di azione.
Il programma presenta una rotta apposita “per i più piccoli”, che presenta e permette l’accesso controllato a un buon numero di siti loro dedicati, con giochi, filastrocche, canti, animazioni... è bene rammentare che audio e video sono ormai comuni nel web e questo permette la realizzazione di siti molto attraenti rispetto a quelli tradizionali, per i grandi, in cui domina il testo scritto e le immagini fisse.
Il Veliero, prodotto italiano, rappresentava già nel 2003 un importante segnale sulla strada della prevenzione alla portata di tutti, una prevenzione ad hoc, uno strumento per la famiglia ma che poteva essere anche pensato a misura di insegnante e gruppetto di alunni, in cui l’attenzione alla prevenzione dei rischi si declina nelle valenze didattiche, nella proposizione di attività (white list) piuttosto che in un approccio tecnicistico o censorio (black list).
Nel 2005, il servizio di “Valutazione software didattico” dell’Indire ha attribuito a questo programma  le tre stelle (ottimo, il massimo), confermando quanto sia importante un ambiente sicuro per l’uso didattico delle risorse di rete nella scuola primaria e valorizzando l’approccio positivo di guida alle risorse valide di Internet.
Oggi la versione “famiglia” per singola postazione è gratuita, può quindi essere installata senza oneri. La versione “scuola”, pensata per il laboratorio con una postazione docente e un numero illimitato di postazioni alunno, ha un costo di abbonamento annuale, comunque molto contenuto rispetto al servizio che presta.
Ecco una lista di alcuni dei siti compresi nella rotta “Per i più piccoli” rintracciabili attraverso i più comuni motori di ricerca:

DOVE ANDARE

Breve descrizione

Colora Tutto

Qui si trovano tanti disegni da stampare e colorare

Molli e Babau

Qui si gioca a fare il re o la principessa

Interactiva

Il bambino è sulla Metro: scende alle fermate colorate per giocare. E’ un sito in inglese: ottimo anche per chi inizia a impararlo

Cucunene

Un sito un po’ magico: solo muovendo il mouse in uno spazio bianco si farà apparire un animale. E’ un sito straniero con poco testo e molte immagini.

Webee

In questo sito l’utente è guidato da una simpatica ape. Ci sono giochi, storie, fumetti e disegni da stampare e ritagliare

Chiccolandia

Un sito animato da simpatici orsetti. Pieno di giochi e sorprese.

Pingu’s Ondine World

Il sito ufficiale di Pingu, il pinguino più famoso della televisione.

Miffy

Giochi, canzoni, screen-saver da scaricare, tutti con Miffy e i suoi amici come protagonisti.

Vivobimbo

Una casetta con tanti giochi interattivi e coloratissimi disegni da fare

Teletubbies

Il sito dei Teletubbies, pensato per i più piccoli che ancora non sanno leggere. Si possono rivedere alcuni dei filmati proposti in tv.

Boohhab. Welcome to the Boohzone!

Un sito adatto ai più piccoli perché non c’è testo: è tutto da giocare!

Il sito della Pimpa

L’utente potrà giocare con il cagnolino e gli altri personaggi

L’albero azzurro

Nel sito il bambino può riascoltare le canzoni, rivedere alcuni cartoni animati e leggere notizie sugli ambienti e sui personaggi dalla trasmissione televisiva.

Perché e come impiegare le tecnologie a scuola
La questione della tutela dei minori dai rischi di Internet è ormai uno dei temi ricorrenti dei media. Giornali, studi televisivi, stazioni radiofoniche ripropongono il tema a ogni caso di cronaca, per quanto relativamente riferibile . I consigli e le raccomandazioni sono improntati costantemente alla prevenzione fondata su strumenti tecnologici da adottare nelle scuole, a casa, e sull’azione di repressione possibile ora grazie all’efficienza raggiunta da corpi come la Polizia Postale, che da alcuni anni è stata investita del compito di controllo del web.
La società adulta cerca di intervenire, di rimediare alle storture, ma ecco che il problema muta, si sposta, evolve, moltiplicando gli scenari comunicativi allo stesso passo con cui le tecnologie evolvono continuando a affascinare le nuove generazioni, da sempre sul fronte d’onda dell’innovazione. Così si spiegano anche i casi di deprecabile cronaca scolastica di questo 2006/07, col susseguirsi di filmati di dubbio gusto realizzati da ragazzi e poi distribuiti su internet grazie a servizi come YouTube.
Riflettendo sulle esperienze seguite in questi anni, ritengo perdente la continua rincorsa a turare le falle di sicurezza e affrontare il tema dell’educazione all’uso consapevole delle tecnologie solamente attraverso corsi per insegnanti e genitori o campagne informative. Anche perché il panorama delle tecnologie muta continuamente, con gli inevitabili riverberi sui bambini e la scuola.
Si prenda il caso attuale della robotica, ovvero quella tecnologia che vede in oggetti concreti la fusione di funzioni meccaniche con la potenzialità di elaborazione del microprocessore. Questa nuova tecnologia sta aprendo nuovi scenari della media education anche in contesto di scuola dell’Infanzia. Il gioco didattico diviene sempre più tecnologico e programmabile. Urge che il mondo docente si orienti professionalmente al corretto uso di questi ausili, evitando di cadere nelle facili tentazioni di demonizzare o esaltare le tecnologie “per sé”, padroneggiandole e valutandole per i possibili impieghi educativi, prima di tutto, e didattici.
Ritengo vincente una strategia che promuova l’educazione precoce al corretto uso delle tecnologie, evitando l’errore di considerare “troppo piccoli” i bambini che abbiamo in classe. Sia che si tratti di un computer, un cellulare, una telecamera o un piccolo robot come il BeeBot, i bambini sono attratti dall’oggetto tecnologico, vogliono scoprire e usare la tecnologia.
Se l’educatore, l’insegnante, il genitore diverrà capace di accompagnare il bambino in questa scoperta, realizzando assieme ai piccoli qualcosa di piacevole, allora si porranno le basi di un’educazione adeguata agli scenari sociali attuali e ancor più a quelli che si prospettano.
Condivido appieno quanto scrive Simonetta Siega dopo due anni di esperienza d’impiego de Il Veliero nelle scuole dell’infanzia. Le sue osservazioni sull’uso di Internet possono ben essere estese alle altre Nuove Tecnologie:
« (…)I bambini imparano senza manuale.. Imparano facendo …..
Si divertono e …sicuri ripeteranno l’esperienza appena possibile…. Lo scopo finale del nostro progetto didattico tra scuola dell’infanzia e elementare era poi questo: crescendo potranno riferirsi a un’esperienza positiva di uso di internet e del computer».
Ecco, questi piccoli alunni di oggi saranno meno esposti alle suggestioni che invece colpiscono i loro compagni più grandi. L’educazione a un uso corretto delle tecnologie sarebbe auspicabile proceda di pari passo alle prime regole del vivere sociale. Un tema da scuola dell’Infanzia, piuttosto che da Istituto superiore.

Bibliografia
Azzena D., Marcianò G., Tortorici M. (2003). Un ragno per amico – Indicazioni alle scuole per usare bene e in sicurezza Internet e le LAN, Torino, USR Piemonte.
Calvani A. (1990). Dal libro stampato al libro multimediale – computer e formazione, Firenze, La Nuova Italia.
Calvani A. (1994). Iperscuola, Tecnologia e futuro dell’educazione, Massa Carrara, Muzzio.
Calvani, A. (1999). I nuovi media nella scuola, Roma, Carocci.
Maragliano, R. (1999). Nuovo manuale di didattica multimediale, Bari, Laterza.

Dalla primavera del 2007 la versione famiglia è gratuita. Per informazioni aggiornate si veda il sito dedicato www.ilveliero.info

La SAM srl di Roma.

Tutto il linguaggio de Il Veliero è ispirato alla marineria. Per “rotta” s intende una lista di siti scelti dall’equipe pedagogica, con un tema comune.

Istituto Nazionale Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa, con sede a Firenze.

Si veda a titolo d’esempio http://blog.panorama.it/italia/2007/04/16/tre-bambini-su-quattro-navigano-soli-e-uno-su-dieci-fa-brutti-incontri/ .

Vedi articolo di Simonetta Siega, Internet nella scuola dell’infanzia in Infanzia, n. 1, gennaio-febbraio 2008.