Durante il Convegno di Bellaria dello scorso febbraio sono emerse diverse questioni interessanti relative alla Media Education e al suo futuro. Intanto, partendo dal presupposto che la scuola non può farsi carico di ogni aspetto di questa disciplina, si pone il problema di operare una scelta e di individuare quelli che sono stati definiti i "fondamentali" della Media Education; quegli elementi basilari intorno ai quali costruire conoscenza ed esperienze. Basilare, quindi, avere chiaro l'obiettivo che non è solo la padronanza di un linguaggio "alternativo" a quello letterario ma è, attraverso l'acquisizione di competenze, lo sviluppo del pensiero critico.
Si tratta, però, di un percorso educativo che in quanto tale da i suoi frutti solo nel tempo; come valutare, quindi, il percorso svolto dai ragazzi? Quali sono, se ce ne sono, gli strumenti utilizzabili e che tipo di difficoltà presentano? Le questioni sono tutte aperte...
COMMENTI
La questione dei fondamentali è controversa! La mia impressione è che troppo spesso ogni anima nel movimento voglia fare di testa propria. Questo fa si che delle bellissime esperienze didattiche, per carità, vadano ad infilarsi nell'ambito della Media Education impropriamente! Certamente i fonamentali vanno cercati anche per comprendere meglio i confini della disciplina... che fino ad ora ha fatto parlare quasi solamente la sua matrice pedagocica! Chiara
postato il 06/04/2004
Da pedagogista ti dico che sono molto curiosa di sapere qual'è il tuo approccio in merito, ritengo importantissimo uno scambio, un intreccio fra le due discipline anche se mi è capitato di ascoltare gli esperti e vedere più "paletti" che collaborazione. Per quello che riguarda i fondamentali mi pare che per prima cosa occorra tenere presente gli obiettivi che si vogliono raggiungere; per un pedagogista tra i primi c'è sicuramente l'acquisizione di un pensiero critico che nasce soprattutto dalla competenza ma c'è altro? Amelia
postato il 08/04/2004
Sicuramente ci sono persone che hanno voglia di lavorare con passione, in mezzo, fioccano "paletti"! C'è uno strano giro di forze e c'è il timore di non appropriarsi di una fetta del progetto... questo mi sembra insano e scorretto, purtroppo fa parte degli ingranaggi del gioco. Spero che venga superata presto questa fase, che si calmino le cose per dare spazio davvero ad un confronto creativo. Sono d'accordo con te lo spirito critico deve essere uno dei fondamentali... magari la vedo da un'altro punto di vista più sociologico, ma mi sembra che sia già un buon punto di raccordo. Non so se posso permettermi di spezzare una lancia per i media, ma credo che sia importante imparare a conoscerli bene, soprattutto nei loro linguaggi, la loro grammatica. Conoscere i media contribuisce a far sviluppare spirito critico; penso all'uso che ha fatto il fascismo dell'istituto luce... alle strategie retoriche di persuasione. Sarebbe un sogno mettere in mano ai ragazzi strumenti potenti per agire nel mondo... per difendersi se preferisci! Il mondo d'altronde impariamo a conoscerlo attraverso le illustrazioni, i filmati ed i libri che ce ne parlano. Chiara
postato il 09/04/2004
Da quello che leggo i punti in comune sono più d'uno: il senso critico lo acquisisci se hai gli strumenti e le competenze per "leggere" il media che non deve essere demonizzato in quanto tale... a volte mi trovo di fronte persone così estreme in questo senso! Qualche sera fa un’amica ha partecipato a un incontro con un pediatra nel nido dove porta il figlio, il medico ha sconsigliato la visione della tv fino ai 10 anni! E' tornata a casa con tanti di quei sensi di colpa! Mi è venuto in mente il libro di Loredana Lipperini, Generazione Pokèmon, è un excursus tra i vari articoli e servizi usciti su Pikachu e gli altri e dimostra come si sia trattato di un rimpallo continuo tra giornalisti che non avevano MAI visto il cartone o ne avevano visto qualche puntata decontestualizzandola dal resto della serie. Nonostante questo li hanno messi al rogo adducendo come motivazione una forma di violenza quasi occulta (il trio Rocket?) Dati questi presupposti mi sembra di capire che siamo d’accordo sul fatto che tra questi famosi fondamentali ci sia la conoscenza dei linguaggi e della loro grammatica ma sicuramente anche mostrare l'utilizzo che ne è stato fatto nel corso della storia, così come hai accennato; tu fai riferimento al fascismo ed è giusto ma hai visto il fumetto Marvel dell'Uomo Ragno intitolato 11 settembre? Si parte in guerra (giusta e giustificata) contro tutti i nemici della democrazia e della libertà con la benedizione dell'Uomo Ragno! Amelia
postato il 09/04/2004
hai ragione... siamo sulla stessa linea! Tutti questi diavoli vivono solo negli occhi di chi guarda le cose, non nei media! In fondo i mezzi sono pericolosi in quanto stimoli e con il proibizionismo si sa che hanno ottenuto brutti risultati. Possibile che non si capisce che se il mondo è pieno di cosa brutte e buone... sarà così anche quello che leggono sui giornali e che vedono in televisione? Non si può negare di vivere delle esperienze ai ragazzi, in realtà così gli si fa solo del male. Cosa faranno questi bambini quando accenderanno per la prima volta un televisore? ma Chiara
postato il 13/04/2004
