Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Infanzia, nel 2002
Tokyo e Burbank sulla stessa barca
Un ulteriore titolo di questo pezzo potrebbe essere "Genitori alla riscossa", già perché in questo scorcio di fine 2000 le cronache continuano a vederli come protagonisti attivi nella lotta ad ogni forma di pericolo per i più piccoli.
Questo, però, non sembra salvarli da numerose e pesanti critiche. Vediamo di che si tratta. Verso la fine di ottobre una mamma umbra trova la propria creatura intenta a leggere un fumetto di Dragon Ball, distribuito dalla Kappa srl di Bologna ed edito dalla Star Comics.
Il fumetto contiene le scene di Bulma, piccola protagonista femminile, che per ottenere una sfera del Drago dal Genio delle tartarughe accetta di mostrargli le proprie mutandine.
La mamma in questione si rivolge a CittadinanzAttiva che giudica il contenuto del fumetto pedopornografico e deposita alla Procura della Repubblica di Roma un esposto.
Firmatario della segnalazione-denuncia è il vice segretario nazionale Giustino Trincea il quale, contemporaneamente, chiede un controllo a tappeto su tutti i fumetti in circolazione, il sequestro del fumetto in questione e invita i genitori ad essere più attenti e più presenti coi propri figli. Immediata la risposta di centinaia di fans di Dragon Ball e di estimatori del fumetto giapponese in genere.
La questione assume enormi proporzioni, il Moige (Movimento Italiano Genitori) si rivolta contro il direttore di Rai 2, Freccero, che ha deciso di inserire la storia di Goku nel palinsesto serale della rete (e perché no con Berlusconi che lo manda in onda tutti i giorni alle 13,50?). Attualmente la situazione vede da una parte un gruppo di genitori spaventato dalla valanga di fumetti in circolazione privi di qualsiasi avvertimento sui propri contenuti, convinto che Dragon Ball sia un prodotto che istiga alla pedofilia e fa credere ai bambini che sia normale che una bimba (ma quanti anni ha realmente Bulma?) mercifichi il suo corpo per ottenere qualcosa in cambio, nello specifico la sfera del drago.
Dall’altra parte ci sono i cultori del genere, molti legati all’Adam (un’associazione a difesa dei manga) che conoscono Goku e i suoi compagni, la sua storia e il suo creatore, che affermano che questi genitori non solo hanno preso una grossa cantonata estrapolando un’unica vignetta dal contesto della storia ma hanno deciso di giudicare una cultura (quella giapponese) e la sua produzione senza conoscerne l’ironia e il sarcasmo.
Inoltre, affermano, il comportamento del vecchio Genio delle tartarughe viene pesantemente sanzionato nel proseguo della storia, mostrando così che gli eroi del fumetto sono ben lontani dall’accettare un simile atteggiamento.
Entrambe le parti, Adam e CittadinanzAttiva, ufficialmente chiedono un dibattito-confronto su un fenomeno tanto diffuso come Dragon Ball che sembra essere il secondo fumetto più letto al mondo dopo Topolino e Paperino. Purtroppo molti si sono lanciati in improperi sul sito di CittadinanzAttiva tirandosi un po’ la zappa sui piedi e dando, a chi non conosce anime e manga e li ritiene diseducativi e volgari, una conferma alle loro opinioni.
Ma cos’è Dragon Ball? Si tratta di una saga nata circa quindici anni fa dalla mente di Akira Toriyama che subito dalla sua prima pubblicazione ha avuto un successo enorme. I valori fondamentali della storia sono i soliti che si trovano in tutti i cartoni animati giapponesi arrivati in Italia: la lealtà, l’onore, il sacrificio del singolo per il gruppo, la lotta tra il bene e il male. Quello di Dragon Ball è un manga, e quindi anche un’anime, complesso per la ricchezza dei contenuti. Gli eroi, pur provenendo dai più disparati pianeti, convivono con estrema facilità e rispetto. La società che li circonda fa una figura un po’ più meschina perché è rappresentata da una massa informe vittima del sistema massmediologico e del sarcasmo dell’autore. Il potere politico se la passa un po’ meglio, ma non troppo, il cattivo non è mai il sindaco che è solo vittima, come gli altri, della forza dell’informazione guidata. E’ triste il ruolo delle donne, all’inizio combattive, forti e coraggiose, poi, dopo il matrimonio mamme e mogli isteriche, preoccupate che i figli facciano i compiti e che le loro ragazze rispettino certi canoni.
La storia vuole che gli eroi combattano in ognuna delle serie (la saga è molto lunga) con il cattivo di turno che non è interessato alla solita conquista del mondo ma solo a dimostrare di essere il più forte della galassia. Il tutto condito da una serie di gag comiche. Due possono essere, per chi scrive, i punti più delicati se a guardare il cartone è un bimbo: l’idea della morte e l’azione di alcuni combattimenti.I vari personaggi della saga vengono più volte uccisi durante le lotte coi cattivi ma grazie alle sfere magiche si può chiedere al Drago di farli resuscitare. In questo modo la morte assume l’aspetto di una gita da Re Kaio. Il contenuto religioso è forte, c’è un Dio (in realtà una gerarchia di dei) e un aldilà molto felliniano dove la vita scorre esattamente come sulla terra e si organizzano tornei di arti marziali. Per quello che riguarda i combattimenti il punto focale è che certi personaggi sono estremamente sadici come Cell, che per scatenare l’ira di Gohan distrugge sotto i suoi piedi la testa di C16, e Spopovich che nell’incontro con Videl, durante il torneo di arti marziali, si prende la briga di non farla cadere dal ring per poterle dare più botte possibile.
Essendo una gara, nessuno può intervenire e la scena dura parecchi minuti.
Comunque sia, neppure i dinosauri disneyani sono sfuggiti all’attento occhio delle associazioni di genitori, che per questo film hanno richiesto addirittura il divieto ai minori di 14 anni perché spaventa i bambini. Certamente Dinosauri non è il prodotto "più Disney" che si sia visto fino ad oggi, i morti abbondano e c’è un senso profondo di disgrazia imminente. Molti genitori che portavano tranquillamente i figli al cinema a Natale si saranno sentiti traditi, ora anche la Walt Disney chiede l’impegno di una visione in compagnia di mamma e papà.
Forse non tutti si sono resi conto che la casa americana ha da tempo deciso di accaparrarsi un pubblico più maturo, basti pensare al Gobbo di Notre Dame dove Frollo, il cattivo, non fa alcun mistero del suo desiderio sessuale per la bella Esmeralda.
Al di là di ogni polemica che si è scatenata c’è da sperare che il risultato finale di tutto questo sia la presa di coscienza che il "cartone animato" non è più un prodotto ad esclusiva fruizione dei bambini ma che è diventato un nuovo veicolo di comunicazione con la stessa dignità di un qualunque film.
Esempi di questo tipo sono i Simpson e South Park, due prodotti americani che usano la tecnica del cartone animato (nemmeno troppo tecnologico) per fare satira sulle incongruenze dell’esistenza umana.
Agli adulti che si occupano a vario titolo dell’educazione dei bambini non resta che essere estremamente presenti e magari anche più coerenti nei giudizi sui programmi televisivi. Siamo poi così sicuri che i vari Dragon Ball siano le cose peggiori che vanno in onda nella fascia giornaliera?
Amelia Capobianco
