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I testi sono ordinati in sezioni tematiche, secondo l'anno di pubblicazione a partire dal più recente; nel caso di testi stranieri si fa riferimento all'anno della pubblicazione in Italia.

TV

callarigalli
La Tv dei bambini,
i bambini della Tv
Etnografia dell'esperienza televisiva infantile

(a cura di)
Matilde Callari Galli
Bononia University Press
Bologna, 2004

Quali sono i modelli di identità e di relaizone che si offrono allo sguardo penetrante e distratto, incantato e smaliziato, onnivoro e selettivo dei fruitori televisivi in età scolare? Che tipo di rappresentazioni del femminile e del maschile, dell'infanzia e dell'età adulta, dell'identità e dell'alterità vengono subite, inventate e sperimentate attraverso i programmi che i bambini guardano? Secondo quali modalità le immagini e i testi televisivi si innestano sui vissuti, sulle visioni del mondo degli spettatori bambini? Questo libro si propone quali strumento per un'etnografia del consumo televisivo infantile. I bambini di oggi - proprio come i nativi di ieri - possono fornire nuovi percorsi e inedite interpretazioni del concetto di uso del testo televisivo, arricchendo di complessità e sfumature le domande che si pongono gli studiosi del fenomeno mediatico.
Matilde Callari Galli è docente di Antropologia Culturale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna

aroldi_colombo
Le età della tv
Indagine su quattro generazioni di spettatori italiani

(a cura di)
Piermarco Aroldi
Fausto Colombo
Vita e Pensiero
Milano, 2003

Inserito nell'ampio scenario degli studi sulle audiences, questo volume offre una chiave interpretativa della varietà di gusti, motivazioni e "letture" di quel vasto pubblico italiano che quotidianamente si raccoglie di fronte alla televisione. La centralità attribuita all'appartenenza generazionale dei telespettatori e, quindi, all'esperienza di ambienti mediali che mutano nel tempo costituisce il filo rosso che attraversa e collega una serie di ricerche svolte nel triennio 1999-2001 dall'Osservatorio sulla Comunicazione dell'Università Cattolica su commissione della Struttura Scenari della Direzione Marketing RTI (Mediaset), condotte secondo una prospettiva capace di integrare approcci differenti: lo studio socio-storico dell'industria culturale, l'indagine qualitativa sul consumo, l'analisi semiotica dei testi. I risultati, frutto di un lavoro di confronto e interpretazione dei dati raccolti nel tempo, restituiscono i profili di quattro identità generazionali a cui è possibile ricondurre l'attuale pubblico televisivo, ciascuna caratterizzata da memorie mediali, aspettative e strutture di decodifica narrativa proprie. tutto ciò costituisce il bagaglio esperienziale con cui ci si relaizona al medium televisivo e si costruiscono i significati di quanto si fruisce.
Piermarco Aroldi è ricercatore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso la Facoltà di Scienze della formazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e vicedirettore dell'Osservatorio sulla Comunicazione presso la stessa Università. Ha svolto attività di ricerca sui temi dell'industria culturale e delle comunicazioni di massa per la Fondazione Agnelli, l'Istituto Gemelli-Musatti, la Rai, la Camera di Commercio di Milano. Su questi temi ha pubblicato, tra l'altro, La fabbrica di Pinocchio. Le avventure di un burattino nell'industria culturale (con Fausto Colombo e Barbara Gasparini, 1994), La meridiana elettronica. Tempo sociale e tempo televisivo (1999)
Fausto Colombo insegna Teoria e tecnica dei media e Linguaggi e strumenti della comunicazione presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università Cattolica di Milano ed è direttore dell'Osservatorio sulla Comunicazione. Tra le sue ultime pubblicazioni: Le nuove tecnologie della comunicazione (con Gianfranco Bettettini, 1993), Dizionario della pubblicità (con Alberto Abbruzzese, 1994), La cultura sottile. Media e industria culturale in Italia dall'Ottocento agli anni Novanta (1998), Il piccolo libro del telefono. Una vita al cellulare (2001), Il prodotto culturale. Teorie, tecniche, case histories (a cura di, con Ruggero Eugeni, 2001)

bertolini
I bambini giudici
della tv

(a cura di)
Piero Bertolini
Guerrini & Associati
Milano, 2002

Giudici competenti, severi, acuti. I bambini intervistati (120, di età tra i nove e i dieci anni) da un gruppo di ricercatori coordinati da Piero Bertolini per conto del Comitato Tv e minori, si sono seriamente impegnati nelle visione delle trasmissioni televisive che vanno in onda nella cosiddetta "fascia protetta", hanno espresso le loro opinioni tramite una serie di categorie precedentemente codifcate e le hanno poi commentate con entusiasmo, chiarezza, ampiezza di motivazioni, a volte si sono trovati perfettamente d'accordo nel giudicare un programma "noioso", "divertente", "volgare", "interessante", "difficile" ecc.
Le sorprese non sono poche: la straordinaria competenza televisiva dei bambini non solo li mette in condizine di discernere con precisione realtà e fiction, e quindi di attribuire giudizi sottilmente diversificati nelle due diverse situazioni, ma ili rende attenti agli aspetti estetici (per esempio, la grafica dei fumetti giapponesi), alla comprensibilità dei testi, alla maggiore o minore "credibilità" degli spot pubblicitari, criticati ad esempio quando la spinta all'acquisto è trainata dell'esibizione di un corpo femminile nudo (o quasi)
E alla fine, i bambini hanno voluto dare qualche consiglio alla televisione: consigli che è opportuno leggano non solo i genitori e glli insegnanti, ma tutti coloro, dal legislatore al responsabile dei programmi, che possono intervenire - se non per eliminare le cose "sciocche" o "brutte" - per evitare almeno che infestino gli orari dedicati dai ragazzi al passatempo televisivo.
Piero Bertolini insegna Pedagogia generale presso la facoltà di Scienze della formazione dell'Università di Bologna. Ha al suo attivo più di trenta volumi tra i quali segnaliamo: Per una pedagogia del ragazzo difficile (Premio selezione Marzotto, Bologna, 1965); I bambini e la tv (Milano, 1976); I figli della tv (Firenze, 1988); L'esistere pedagogico (Firenze, 1988); Navigando nel cyberspazio (Milano 1999); Pedagogia fenomenologica (Firenze, 2001); Giorgia (Roma, 2001). Ha fondato e dirige le riviste Infanzia ed Encyclopaideia. Nel 1996 gli è stato conferito uno dei premi alla cultura della Presidenza del Consiglio.

WEB

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I rag@zzi del web.
I preadolescenti e Internet: una ricerca

(a cura di )
Pier Cesare Rivoltella
Vita e Pensiero
Milano, 2002

Cosa fanno i ragazzi in Internet? Che idea hanno della rete? Quale spazio si ritaglia la navigazione tra le loro attività quotidiane? Potenzia la loro capacità di apprendere o li distrae dalle cose che veramente sono importanti per il loro futuro? Rischio o risorsa, insomma? Sono queste le domande che dai discorsi di tutti i giorni rimbalzano continuamente sulle colonne della carta stampata e anche della pubblicistica specializzata riguardo a un fenomeno, Internet, che si è imposto negli ultimi anni con pari rapidità e capillarità di diffusione. Le risposte, come spesso capita di fronte al "nuovo", oscillano tra la preoccupazione e l'entusiasmo. Sono risposte per lo più al tempo futuro: Internet migliorerà la nostra vita, ci renderà schiavi, ci offrirà nuove impensate possibilità di conoscenza. La ricerca che in questo libro viene presentata (campione italiano di u più vasto progetto, primo nel suo genere, che ha coinvolto èquipes di sette paesi) intende operare, rispetto a questo scenario, una conversione al presente per promuovere un'analisi del fenomeno "ragazzi in internet" che abbandoni i toni della profezia per confrontarsi con le pratiche d'uso reali.
I risultati ci consegnano un profilo di ragazzo molto consapevole dei propri consumi (non abusa di internet, continua a giocare con gli amici e a uscire all'aria aperta), ancora saldamente agganciato alla cultura del libro e della televisione, mavigatore non per evasione o per caso ma per rispondere a bisogni concreti. La lettura che di questi dati si cerca di fare è decisamente educativa e ripropone alcuni punti fermi della Media Education: l'educazione alla/della responsabilità, lo sviluppo della metariflessione, l'educazione al senso critico, la centralità dei bisogni e dei contesti nel consumo. L'educazione a Internet inizia dall'osservazione delle pratiche di navigazione dei propri figli e dei propri allievi, dalla lettura dei loro bisogni, dallo studio dei loro contesti di vita.
Pier Cesare Rivoltella (Treviglio, 1964) è professore associato di Metodi e tecniche dell'interazione educativa presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Cattolica di Milano. Interessato nella sua ricerca ai temi della Media Education e della Education Technology, collabora con il Cep@p (Centro di ateneo per l'Educazione permanente a Distanza) nella progettazione della formazione a distanza e della didattica on line. Tra i suoi ultimi lavori: La scuola in rete (Santhià, 1999); Teoria della comunicazione (Brescia 2001); Media Education. Modelli, esperienze, profilo disciplinare (Roma 2001)