I testi sono ordinati secondo l'anno di pubblicazione a partire dal più recente; nel caso di testi stranieri si fa riferimento all'anno della pubblicazione in Italia
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Matrix, uno studio di caso A cura di Guglielmo Pescatore Hybris, Alberto Perdisa Editore Bologna, 2006 |
Oltrepassata la soglia del centenario, il cinema continua ad apparire come un oggetto bifronte, sospeso tra arte e industria, tra estetica ed entertainment. Una contraddizione che a molti è parso doversi sciogliere nell'uno o nell'altro senso, ma che invece ne rappresenta la ricchezza e la peculiarità. Prioprio per la sua natura anfibolica il cinema è fino in fondo nostro contemporaneo: sulla sua superficie pellicolare vediamo scorrere le tracce, i segni e le incrostazioni di quell'immaginario sociale che il cinema stesso contribuisce a determinare e a rinnovare. Un campo di indagine, dunque, che si apre a pertinenze diverse, in cui però gli aspetti comunicativi e di mediazione culturale appaiono di tutto rilievo. La Collana intende offrire una serie di titoli pensati principalmente come strumenti universitari, che tuttavia possono risultare di particolare interesse anche per i lettori che disiderano approfondire le proprie conoscenze nel campo del cinmea e più in generale dei media. I volumi pubblicati si contraddistinguono per l'approccio metodologico e per l'attenzione ai processi comunicativi, ponendo l'accento, anche se non in maniera esclusiva, sul moderno e sul contemporaneo.
Guglielmo Pescatore insegna Semiologia del cinema e degli audiovisivi presso il Dams dell’Università di Bologna. E’ stato redattore delle riviste “Cinematografie”, “Cinema & Cinema” e “Fotogenia” e ha pubblicato numerosi saggi relativi a diversi aspetti della teoria e della semiotica del cinema, occupandosi anche del cinema francese degli anni ’20. Ha curato con Dall’Asta e Quaresima Il colore nel cinema muto (Bologna, 1995) ed è autore del volume La voce e il corpo. L’opera lirica nel cinema (Udine 2001). Ha in corso una ricerca su storia e teoria dei generi cinematografici.
Roy Menarini insegna Storia e critica del cinema presso il Dams dell’Università di Gorizia. Ha insegnato al Dams di Bologna e presso l’Università Cattolica di Milano. Ha scritto numerosi saggi sul cinema contemporaneo, sulla fantascienza e su autori specifici (James Cameron, David Lynch, William Friedkin, Nanni Moretti). Compie ricerche sul cinema italiano degli anni Sessanta, e per Hybris ha pubblicato La parodia del cinema italiano.
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Anime Cartoni con l'anima Eleonora Benecchi Collana curata da Guglielmo Pescatore e Roy Menarini Hybris, Alberto Perdisa Ed. Bologna, 2005 |
Anime è un neologismo giapponese introdotto fra il termine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, derivato dall'inglese "animation", letteralmente "animazione", e si riferisce specificamente ai disegni animati nipponici, sia quelli televisivi che quelli realizzati per il mercato cinematografico e l'home video. Da un punto di vista storico gli anime arrivano nelle televisioni italiane attraverso due "invasioni" successive: la prima va dall'apparizione delle produzioni giapponesi nella TV italiana nel 1976, fino alla loro scomparsa alla fine degli anni Ottanta; la seconda, su cui si concentra l'autrice, prende le mosse dal ritorno degli anime sulle reti nazionali nei primi anni Novanta.
Eleonora Benecchi è Dottoranda presso l'Istituto Media e Giornalismo dell'Università della Svizzera italiana
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Teen Tv Genre, Consumption, Identity Edited by Glyn Davis and Kay Dickinson Bfi Publishing London, 2004 |
This is the first anthology dedicated to a broad range of television programmes produced for and watched by teenagers. With extensive coverage of shows such as Dawson's Creek, Roswell, Buffy the Vampire Slayer and Australia's Heartbreak High, the book examines how these dramas construct and reaffirm distinct versions of "youth".
A number of fundamental questions about teen televisiona are addressed. Is it a genre in its own rights? What other narrative forms do these programmes draw upon and why? How does teen television interact with other entertainment industries, such ad those of music and cinema? What position does teen television hold within wider practices of consuption and identity inscription?
This new book is a fascinating survey of the different forms teen television takes and the multitude of ways in which it is pruduced and used.
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Body Trauma Tv The new hospital dramas Jason Jacobs Bfi Publishing London 2003 |
A staple item in tv schedules the world over, the likes of ER, Casualty, Chicago Hope and Gideon's Crossing have never been more widely watched.
This book explores the stylistic, aesthetic and thematic impact of one of the most popular and successful genres of the past decade. It argues that new medical dramas offer a very different visual and affective landscape from their predecessors, often seeking to disturb rather than reassure their audiences. Suche dramas are visually mobile, speedy and explicit in their depiction of body trauma; injury and illness are showcased as part of the televisuale style. The medical professional is now frequently depicted as a banjaxed existentialist, forced to confront insipid new management cultures, athical labyrinths and noxious patients that invade the white purity of the medical ward and emergency room.
Body Trauma Tv traces the historical development of the mew medical dramas and explores the implications of, and anxieties within, their depiction of modern healthcare. finally, the author argues that there are parallels between the cultural fascination with the body as either sick or perfected and the attractions of a genre that seems to revel in the juxtaposition of morbidity and glamour.
Jason Jacobs is Senior Lecturer in the School of Film, Media and Cultural Studies, Griffith University Queensland, and is author of The Intimate Screen Early British Television Drama (2000)
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Vite animate I manga e gli anime come esperienza di vita Francesco Filippi Maria Grazia Di Tullio King Saggi Roma, 2002 |
Guardare la televisione, crescere accanto agli eroi dei cartoon, costituisce un'esperienza di vita che lascia in noi una traccia, positiva o negativa che sia. Si tratta di un'esperienza immaginativa, emotiva, intellettiva e culturale, un tesoro che diventa parte integrante della nostra persona, di bambini sì, ma anche di adolescenti e di adulti.
A vent'anni di distanza dalla prima invasione di disegni animati giapponesi i manga e gli anime con grande passione e innumerevoli iniziative, dando vita a una sorta di "sottocultura", legata a un nuovo immaginario collettiva. Cosa significa, a livello personale e di gruppo, leggere i fumetti e guardare i cartoon giapponesi? Perché sono tanto amati? Perché riescono a catalizzare le energie e i sogni di intere generazioni? Si può parlare di "otaku" italiani oppure no?
Vite animate é un viaggio in cerca di queste risposte, attrverso le testimonianze degli stessi spettatori appassionati. Ne emerge un complesso rapporto, ora lieto ora drammatico, tra i giovani, le loro aspirazioni (e quindi il loro immaginario) e la realtà sociale che li circonda. I manga e gli anime diventano in altre parole uno specchio della vita dei giovani italiani negli ultimi vent'anni.
Francesco Filippi (Bologna, 1975), laureato in Scienze dell'Educazione e specializzato in Media Education, lavora come esperto di cinema di animazione: realizza lezioni, percorsi didattici e scrive per riviste specializzate ("Fumo di china", "Man°Ga!", "Infanzia", "Andersen"). Ha collaborato al volume Mazinga Nostalgia, di Marco Pelliltteri. E' regista del film pilota di animazione fantasy Ritorno a Eptar (www.studiomistral.com)
Maria Grazia Di Tullio (Roma 1974), psicologa, ha conseguito la laurea in Psicologia dell'educazione presso l'Università Pontificia Salesiana. Attualmente lavora al Dottorato di ricerca su un tema relativa al cinema d'animazione. Ha collaborato con la rivista internazionale di scienze dell'educazione "Orientamenti Pedagogici", e a un libro, di prossima uscita, destinato alle scuole superiori in materia di Media Education, di cui ha curato anche le illustrazioni. Ha conseguito un Attestato in Tecnico addetto alla realizzazione di cartoni animati.
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Manga Immagini del Giappone contemporaneo Silvia Lucianetti Andrea Antonini Castelvecchi Ed. Roma, 2000 |
Un filone della letteratura a fumetti che conta ormai centinaia di autori e una tradizione di decenni. Una cultura figurativa che ha saputo esprimere meglio di molte altre la contemporaneità metropolitana, senza però mai abbandonare del tutto la tradizione grafico-pittorica orientale: il manga ha diviso l'Occidente fin dagli annin Ottanta, e da allora le sue fortune commerciali e il suo immaginario molteplice hanno accompagnato la crescita di due generazioni di lettori. Ma che mondo e che contesto sociale hanno generato? Cosa ci dice il manga sul Giappone contemporaneo, e come può insegnarci a decifrarne i connotati? Gli autori hanno scelto di entrare nel vivo dell'ambiente sociale e della cultura, nella realtà creativa del paese più massificato ed evoluto, ma forse meno conosciuto del mondo.
Silvia Lucianetti è nata nel 1975 a Pescara, dove si è laureata in lettere.
Andrea Antonini è nato a Pescara nel 1971. Da sempre appassionato di manga, ha frequentato l'Isiao a Milano e nel 1999 si è trasferito in Giappone. Vive attualmente a Osaka, dove lavora come interprete.
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Generazione Pokémon I bambini e l'invasione planetaria dei nuovi "giocattoli di ruolo" Loredana Lipperini Castelvecchi Ed. Roma, 2000 |
I Pokémon sono ovunque: cartoon, fumetti, piccoli pupazzi, cinema, videogarme, giochi di ruolo e rete. Sono centocinquanta e sono destinati a crescere. Hanno invaso il pianeta da quattro anni, conquistando incondizionatamente i bambini di ogni nazione, cultura, religione, gettando nell'ansia e nel dubbio i loro genitori e scatenando le reazioni apocalittiche di psicologi e sociologi.
Ma cosa sappiamo davvero dei Pokémon? Generazione Pokémon cerca risposte a questi interrogativi e ricostruisce la storia di uno dei fenomeni più complessi dell'immaginario infantile: detestato da tutti (perfino dai fan di Goldrake, ormai trentenni), tranne che dai bambini.
Loredana Lipperini (Roma, 1956). Giornalista, collabora da dieci anni con "La Repubblica", dove si occupa di culture giovanili e dell'infanzia, e da ventidue con Radiorai, dove ha condotto una delle trasmissioni più amate del terzo canale: "Lampi". Che in giapponese, più o meno, si dice Pikachu.
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I Simpson L'allucinazione di una sit com Pierluca Marchisio Guido Michelone Castelvecchi Ed. Roma, 1999 |
Padri in via di disfacimento emotivo e sociale, casalinghe sull'orlo di una crisi di nervi, figli pestiferi o al limite della pedanteria, politici corrotti, autisti di autobus privi di patente: é questo il microcosmo dei Simpson, la serie di cartoni animati ideata del genio di Matt Groening. Una tranquilla famiglia di cinque elementi si ritrova a incarnare, suo malgrado, la mostruosità del quotidiano mentre Springfield, la loro città, é diventata l'archetipo del modello di vita occidentale dove l'obesità spropositata è un morboso attaccamento al divano di casa hanno sostituiti i vecchi valori. Tecniche di animazione e metodi di lavoro, codici di riconoscimento e referenti culturali sono qui analizzati nel tentativo di rivelare la formula di un cartoon che è anche una sit com e un nuovo modo di fare letteratura, che sposa i linguaggi dell'underground e della cultura postmoderna, che trova nel gusto del pastiche e della citazione, nell'utilizzo del cameo e della storia-nella-storia dei formidabili strumenti per mettere in scena la più spietata satira sociale degli ultimi anni.
Guido Michelone (Vercelli, 1954) collabora con la Scuola di Specializzazione
in Comunicazioni Sociali all'Università Cattolica di Milano e con la Facoltà di Lingue all'Università di Vercelli. Per Castelvecchi ha pubblicato Bibidi Bobidi Bu. La musica nei cartoni animati da Betty Boop a Peter Gabriel (1998)
Pierluca Marchisio (Torino, 1972) si è laureato in Scienza della Comunicazione con una tesi sui Simpson. Si interessa di cinema e fotografia, collaborando alla realizzazione di alcuni cortometraggi








