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Fonte:www.Repubblica.it

Molti i voti segreti, qualche franco tiratore ma nessuna sorpresa
Approvati dalla maggioranza i 29 articoli del provvedimento Ddl Gasparri, si vota alla Camera Cdl in aula al gran completo
Fassino: "L'unica volta che c'è tutto il governo in aula è quando si discute una legge che interessa il presidente del Consiglio" Gasparri e Giovanardi alla Camera

ROMA - Montecitorio, si vota sulla tv.
Nell'aula della Camera maggioranza e governo sono al gran completo e, malgrado una ventina di franchi tiratori che si sono esercitati nei voti segreti, la Casa delle libertà è stata compatta nel dare il via libera all'articolato di uno dei provvedimenti più cari al premier e proprietario di Mediaset Silvio Berlusconi. E ora, approvati i singoli articoli, manca solo la discussione degli ordini del giorno e il voto finale, previsto entro domani. Il tormentato iter del disegno di legge Gasparri sul riordino del sistema delle telecomunicazioni, rinviato al Parlamento dal Presidente della Repubblica Ciampi e poi accantonato per settimane dalla Cdl a causa delle divisioni interne, ha dovuto fare ancora i conti con il voto segreto, che in passato aveva dato parecchi dispiaceri al Cavaliere e al ministro delle Comunicazioni.
Dei 160 emendamenti presentati dalle opposizioni, infatti, decine sono stati messi in votazione a scrutinio segreto. E propio per evitare brutte sorprese, magari dovute a un mix tra le assenze e i franchi tiratori, parlamentari, ministri e sottosegretari del centrodestra sono stati presenti come poche altre volte si è visto in questa legislatura. Sui banchi del governo si sono seduti, tra gli altri, Frattini, Prestigiacomo, Martino, Buttiglione, Tremonti, Urbani, Gasparri, Giovanardi. Il ministro Alemanno, insieme al vice ministro Adolfo Urso, ha preso posto sui banchi di An, appunto perchè i banchi del governo erano al completo.
Banchi pieni anche dalla parte dell'opposizione. In aula Piero Fassino, Francesco Rutelli e Fausto Bertinotti, decisi a dare battaglia su un provvedimento che considerano sbagliato e lesivo del pluralismo nel sistema dei media. Aria di mobilitazione, insomma, ma nessuna sorpresa. Procedendo in votazioni a ritmo serrato l'assemblea ha approvato tutti i 29 articoli del ddl, e la maggioranza ha superato brillantemente anche lo scoglio del contestatissimo articolo 15, che fissa dei limiti al cumulo dei programmi televisivi e radiofonici e alla raccolta di risorse nel sistema integrato delle comunicazioni (Sic). Tutti gli emendamenti del centrosinistra e di Rifondazione, sia quelli votati a scrutinio palese che quelli "segreti" sono stati invece respinti, e la Cdl, malgrado le divergenze interne, è riuscita a mantenere la compattezza. I calcoli sullo scarto dei voti dicono però che a Montecitorio sono stati almeno una ventina i franchi tiratori in azione, "una dimostrazione che la blindatura obbligata messa dalla maggioranza intorno a questa legge trova visibile insofferenza nel centrodestra", dice il leader Ds Piero Fassino, che sottolinea come "l'unica volta che c'è tutto il governo in aula è quando si discute una legge che interessa il presidente del Consiglio". (23 marzo 2004) Fonte: www.ilcorriere.it

POLITICA Oggi l'approvazione alla Camera Polo unito, riforma tv verso il via libera Passano tutti gli articoli senza fiducia. Fassino: «Governo coeso solo quando ci sono di mezzo gli interessi di Silvio Berlusconi»

ROMA - L’udc Luca Volonté lo spiega in questo modo: « Semplice: ora si va avanti come un treno perché la verifica di governo è chiusa e siamo alla vigilia della campagna elettorale». Fatto sta che davvero, al di là delle più ottimistiche previsioni della maggioranza, in appena una seduta pomeridiana si è conclusa la votazione di tutti gli emendamenti alla Gasparri. E questa mattina la Camera passerà senza particolari problemi al voto finale della legge che riforma l’assetto radiotelevisivo. Prima di rinviarla al Senato per l’approvazione definitiva, fra le proteste dell’opposizione che continua a parlare di «legge Berlusconi, fatta su misura di Mediaset» .

Tutti in aula
È la parola d’ordine di maggioranza e opposizione. E funziona. Perché a Montecitorio, sia sui banchi della Casa delle Libertà che su quelli del centrosinistra, si registra un gran pienone. Con ministri e sottosegretari che quasi fanno a turno per riuscire a sedere sugli scranni del governo. Affollamento dettato da un timore bipartisan: il centrodestra cerca di allontanare lo spettro dei franchi tiratori mentre Ulivo e Rifondazione Comunista combatte le assenze «che pesano» , come quelle che poco più di un mese fa avevano impedito che il governo venisse battuto. La paura, tra le fila della maggioranza, è tanta, soprattutto per l’incubo rappresentato dai voti segreti che in autunno avevano determinato il rinvio al Senato e poche settimane fa il blocco della legge minacciata da continue imboscate. Tanto che era pronta per essere sfoderata l’ «arma finale» , quella della fiducia. Anzi delle fiducie perché se ne sarebbero dovute chiedere più di una. Dopo il rinvio al Parlamento della legge da parte di Ciampi, si era scelto infatti di affrontare solo gli articoli oggetto di rilievo da parte del Presidente.

Niente fiducia
Non è necessario. Questa volta, sin dall’inizio, si capisce che la musica è diversa. Continua a manifestarsi a tratti una certa «insofferenza» nella maggioranza e in qualche votazione si registrano una ventina di franchi tiratori. Ma si tratta di episodi rari. In altre parole l’accordo regge, perché comunque nei voti segreti lo scarto non si riduce mai sotto la quarantina di voti. E anche sull’articolo 15 che riguarda il Sic la maggioranza è compatta ( circa 60 voti di scarto). Quest’ultimo, il sistema integrato della comunicazione, esce « dimagrito » dagli ultimi ritocchi effettuati in commissione, ma pur sempre « troppo ampio » per il centrosinistra perché il paniere, oltre a radio, tv e stampa comprende anche internet, cinema e molti altri settori. E quindi, secondo l’opposizione, favorirebbe Mediaset offrendo la possibilità di espandere ulteriormente le sue attività.

L’accusa di Fassino
Piero Fassino, che manifesta a Piazza Colonna contro la legge insieme alla Federazione nazionale della stampa, ai sindacati e ai girotondi, sostiene che «il governo è coeso solo quando ci sono di mezzo gli interessi di Silvio Berlusconi». Gli risponde a distanza il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri: «La presenza dei ministri in aula non è certo un’eccezione». E conferma la volontà del governo di approvare la legge in modo definitivo «entro la primavera » . Vale a dire: prima delle europee e delle amministrative, ma anche prima che scada il decreto che salva ReteQuattro dal satellite e garantisce la pubblicità a Rai- Tre. Ma anche dopo il «sì» finale, che dovrà essere pronunciato dall’aula di Palazzo Madama, la nuova normativa potrebbe incontrare ostacoli sul suo cammino. Lo prevede Paolo Gentiloni ( Margherita): «Le autorità di garanzia e l’Unione europea hanno già espresso più volte la loro perplessità » . E soprattutto potrebbe essere chiamata in causa la Corte costituzionale. Ma per ora la maggioranza esulta e pensa ad incassare l’approvazione di questa mattina a Montecitorio, a meno di clamorose sorprese: manca solo la presentazione di 35 ordini giorno e la votazione finale.
Roberto Zuccolini 24 marzo 2004

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COMMENTI

Mamma mia quanto ve rode !
postato da Angela il 24/03/2004 1

Carissima Angela, questo blog si occupa di media education e non di politica; l'interesse nei confronti della Gasparri nasce dall'interesse per i media in generale, per l'utilizzo che se ne fa, per la ricaduta che hanno sul pubblico sul piano soprattutto pedagogico, della tutela del minore... Il motivo per cui da un lato c'è la Gasparri e dall'altro articoli che danno voce all'opposizione è puramente funzionale ad un dibattito sul tema del rapporto tra media e educazione. Tra poco troverai su questo stesso blog approfondimenti relativi all'utilizzo della pubblicità nel corso della programmazione per ragazzi; spero vorrai tornare per portare un tuo contributo.
postato da Ame il 24/03/2004

Allora di grazia , se non si fa politica ma semplice comunicazione come mai il vostro articolo si sofferma solo sulle considerazioni dell'opposizione ? Estrapolate oserei dire da due giornali molto di parte ? E' un modo di fare educazione molto fazioso o mi sbaglio ?
postato da Angela il 25/03/2004

semplicemente perchè per l'altra parte parla già un testo di legge... ti ripeto e ti confermo che la discussione politica in sè è ben lontana da questa cosa, è puramente funzionale a capire la legge e i cambiamenti che apporta rispetto alla posizione precedente. La politica in questo specifico contesto non interessa. Tu piuttosto cosa pensi in merito ad una fruizione dei media regolata in questa maniera? Questo interessa di più...
postato da Ame il 26/03/2004