
Leggo sempre con interesse i post che Daniele Mezzana pubblica sul suo Blog, Immagineafrica, per tanti motivi; ad esempio riesce a fornire informazioni non sempre facilmente reperibili nelle fonti ufficiali. Inoltre gli interventi dei suoi lettori stimolano spessissimo discussioni interessanti ampliando le mie pochissime conoscenze sullargomento
Cè, inoltre, ed è il motivo per cui lo riporto spesso su questo blog, che è la dimostrazione palese della forza di penetrazione dei media, della loro capacità di costruire un mondo di percezioni preciso anche se, come nel caso dellAfrica, largamente falsato.
A questo si lega il discorso più volte e in più modi affrontato dellimportanza di essere presenti sui media se si vuole esistere e di come questa presenza sia direttamente proporzionale alla forza politica ed economica di un paese
Per tutti questi motivi ho chiesto a Daniele di parlare un po di lui,del suo incontro con lAfrica e della decisione di aprire un blog.
Chi è Daniele Mezzana e che cosa fa?
Declino le mie generalità: Daniele Mezzana, nato nel 1957, residente con piacere a Roma, sposato, un bambino (tra pochi giorni, due). Faccio il sociologo e lavoro al CERFE, una associazione di ricerca e formazione senza fini di lucro, in Statuto Consultivo Generale con il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (www.cerfe.org). Mi interesso di sviluppo, comunicazione, società civile, sanità, migrazioni, religioni, formazione degli adulti. A tempo perso, come quasi la metà degli italiani, scrivo cose che tengo rigorosamente nel cassetto del comodino; le uniche uscite dal cassetto sono testi di teatro per bambini. Suono le percussioni, con alterne vicende. Devo proprio andare avanti?
A cosa è dovuto il tuo interesse per lAfrica?
A motivi scientifici, via via intrecciatisi con motivi di interesse personale. Il Congo (Repubblica Democratica, allora Zaire) fu il primo Paese estero che visitai, a 23 anni, per motivi di studio e di formazione. In Africa subsahariana, sono stato anche in Guinea, Kenya, Mali, Mauritania, Mozambico, Niger e Senegal. Avrò passato almeno 3 anni in Africa, sempre con lintento di capire e far capire i cambiamenti che stavano avvenendo. Cosa che cerco di fare anche qui in Italia. A proposito, tra pochi giorni uscirà presso leditore Zelig di Milano il testo collettaneo Società africane, curato da me e da Giancarlo Quaranta, presidente del CERFE. Inutile dire che lo consiglio, se non altro per i contributi ospitati: dallantropologo Jean-Loup Amselle (sul fascino ambiguo dellAfrica) al pittore e intellettuale Olu Oguibe (sulla esoticizzazione del continente), da Abram de Swaan (sulle origini del genocidio in Ruanda) a Sékéné Mody Cissoko (sulla tradizione urbana in Africa), da Fatou Sow (sulla questione femminile) a Jan Nederveen Pieterse (sulla colonizzazione africana nella cultura popolare europea).
Perché il blog?
Il blog Immagine dellAfrica nasce sulla scia di un ben più importante impegno nella redazione della rivista online Società Africane, curata dal CERFE (www.africansocieties.org). E una rivista sorta per rendere conto di fenomeni e processi poco conosciuti delle società africane, ad esempio la ricerca di una modernità autoctona, la dimensione urbana (lAfrica non è solo fatta di villaggi) , la questione di genere, la stratificazione sociale, le società civili, la ricerca scientifica e tecnologica, la dimensione spirituale, i sistemi di comunicazione e così via. Se non si conoscono questi fenomeni e processi è difficile capire come mai, nonostante i suoi enormi e noti problemi, lAfrica vada comunque avanti e cerchi sue strade di sviluppo. Credo che dobbiamo capire questo, abbandonando un certo approccio paternalistico e neocolonialistico e impostando le nostre strategie di cooperazione su un reale sostegno agli attori, alle donne e agli uomini africani, anche di quelli che sono allestero, e cooperano al nostro sviluppo. Ecco, rispetto a questi temi, e rispetto agli approfondimenti che solo una rivista può consentire, il blog intende semplicemente riportare e sottolineare, senza pretese, fatti (eventi, scelte, organizzazioni, persone) che inducano almeno il sospetto che si possa avere una idea più completa delle società africane. Quando ho scoperto il fenomeno blog, ho capito che si trattava di uno strumento semplice, agile ed efficace per comunicare idee ed impressioni. Devo aggiungere che, per me, la scelta di dare vita a un blog è stata come una auto-imposizione, cioè un modo per costringermi a pensare costantemente ad alcuni temi a cui comunque tengo, a formalizzarli, a comunicarli, a ricevere suggerimenti e indicazioni da altri.
Chi sono le persone che intervengono sul tuo blog?
Questa è stata una sorpresa, per molti versi. So, intanto, che molti docenti e ricercatori leggono il blog (anche se magari non intervengono). Ma la maggior parte sono interventi, più o meno assidui, di intellettuali africani residenti in Italia, di membri di organizzazioni non governative, di professionisti (medici, avvocati, comunicatori, tecnici
) che hanno lavorato o lavorano periodicamente in Africa, o anche di persone che in vario modo si interessano dei rapporti interculturali, della valorizzazione delle diversità, delle relazioni internazionali. Non punto alla quantità, ma mi fa piacere che un certo numero di persone segua nel tempo questi argomenti. Cosa che, del resto, mi ha consentito di intrattenere rapporti di scambio su temi proposti da tali persone. Il rapporto è vicendevole, e sempre, per molti versi, sorprendente: nonostante svariati segni contrari, cè molta intelligenza nella rete.
COMMENTI
...aggiungerei che è un uomo molto cliccato, ha battuto il record di visite accumulate in due giorni di questo blog...!
